martedì 22 aprile 2014

"Parlammo per otto ore senza sosta": Clarke ricorda il suo primo incontro con Kubrick, cinquant'anni fa oggi, il 22 aprile 1964


Arthur C. Clarke, dal libro The Lost World of 2001:
Quando incontrai Stanley Kubrick per la prima volta, al Trader Vic's, il 22 Aprile 1964, lui aveva già assorbito un'immensa quantità di scienza e di fantascienza, ed stava pericolosamente cominciando a credere ai dischi volanti; credo di essere arrivato appena in tempo per averlo salvato da questa triste fine. 
Sin dall'inizio aveva un'idea molto precisa di quale fosse il suo scopo finale, e stava cercando il miglior modo di avvicinarsi all'argomento. [Kubrick] voleva fare un film sulla relazione dell'Uomo con l'Universo, qualcosa che non era mai stato tentato, tanto meno realizzato, nella storia del cinema.
Ovviamente c'erano già stati innumerevoli film "spaziali", per lo più robaccia. Anche i pochi che erano stati fatti con un certo talento e cura erano stati piuttosto semplificati, preoccupati più dell'eccitazione che il volo spaziale provocava nei ragazzini piuttosto che delle sue profonde implicazioni nella società, nella filosofia e nella religione.
 

Da Odyssey of a Visionary: A Biography di Neil McAleer:
Clarke descrive [Kubrick] come "un newyorkese piuttosto silenzioso, di media statura", ancora privo di quella barba che avrebbe fatto crescere durante la realizzazione di 2001. Era praticamente pallido in viso, notò Clarke, perché era perlopiù un tipo notturno - un fatto che divenne evidente più avanti nella loro relazione lavorativa. [...]
"Parlammo per otto ore senza sosta di fantascienza, Il Dottor Stranamore, i dischi volanti, la politica, il programma spaziale, il senatore Goldwater - e ovviamente, il nostro futuro film." 
 

 



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