mercoledì 9 ottobre 2013

Intervista con Chela Cannon, 'Miss Turner' nella Stazione Spaziale di '2001'

(international visitors: the english version is here)

Nel corso del mio tentativo di scoprire i nomi di tutte le attrici apparse in 2001, un passo molto importante è stato l'acquisto del libro "Space Fiction and Space Futures : Past and Present", a cura di Eugene Emme (Univelt, 1982). Il libro contiene un lungo articolo di Frederick Ordway, il consulente scientifico assunto da Kubrick, riguardo il suo lavoro per il film, il cui testo era già disponibile sul web da lungo tempo.

Ciò che mancava era, però, le immagini e le relative importantissime didascalie. Grazie ad una di queste (a pagina 65, si veda l'immagine seguente) ho scoperto il nome dell'attrice che interpretò Miss Turner, l'addetta alla reception nella scena in cui Heywood Floyd arriva a bordo della Stazione Spaziale: Chela Cannon (nome da nubile Chela Matthison).

Stanley Kubrick, Chela Cannon e Frederick Ordway sul set di 2001. Chela sta leggendo un numero del '2001' del settimanale 'Paris Match', realizzato appositamente per il film dalla redazione francese.

Dopo qualche ricerca su Google e con l'aiuto della Scuola Nazionale di Teatro del Canada ho avuto l'opportunità di intervistare la signora Cannon, che subito mi ha chiesto di darle del tu (ho scoperto che 'Chela' è una parola hindi che significa 'discepolo'), e nel corso di un'intervista molto piacevole mi ha raccontato qualche aneddoto sulla sua carriera e la sua esperienza sul set di 2001.

* * *

Chela, ci può raccontare qualcosa riguardo alle sue origini e ai suoi inizi nel mondo del cinema?

Sono nata a Vancouver da una famiglia di origini inglesi; ho studiato a New Westminster e Vancouver, nella British Columbia. Sono stata appassionata di recitazione fin da bambina: la mia prozia era Edith Wynne Matthison, un'attrice di teatro che è apparsa anche in due film muti; era molto famosa ai suoi tempi, è stata una delle prime a recitare le tragedie greche in America. E' scomparsa quando avevo tredici anni, ma è stata lei che mi ha probabilmente trasmesso la passione per la recitazione.

Dopo le superiori ho studiato teatro presso la Scuola Nazionale di Teatro del Canada, dove mi sono diplomata nella prima classe della storia della scuola nel 1963. Dopo il diploma ho lavorato in televisione a Toronto (in un lavoro prodotto dal National Film Board of Canada, lo stesso ente che produsse Universe, un documentario i cui effetti speciali ispirarono Kubrick e il cui doppiatore fu Douglas Rain, la voce originale di HAL, ndr.).

 Chela (terza da sinistra, in piedi) con i primi diplomati della Scuola Nazionale di Teatro Canadese (fonte)

Alla ricerca di maggiori opportunità di lavoro mi sono trasferita a Londra dal 1965 al 1967. Ero lì con un amico, Maurizio Fiorini, un attore di origini italiane (per la precisione, ferraresi, ndr.). E' stato in quel periodo che ho partecipato alle audizioni per 2001.

Com'è nato il suo coinvolgimento nel film?

Penso che siano stati i miei agenti dell'epoca (ero seguita dalla GAC Redway) che mi hanno fatto partecipare alle audizioni. La cosa è andata insolitamente per le lunghe: tre mesi di provini! C'erano un sacco di ragazze insieme a me, e non ho mai capito per che cosa mi abbiano scelto tra tutte. Credo che Kubrick stesse cercando un tipo particolare, un certo profilo, qualcuna che lo ispirasse dal punto di vista visivo.



Kubrick era anche preoccupato dal 'suono' - così diceva - delle attrici, dalla pronuncia. Evidentemente il mio accento inglese del Canada deve averlo convinto più di altre. Anche un altro amico, Bob Howay, fu scelto nei provini per un piccolo ruolo, ma fu tagliato dalla versione finale.

Quant'è durata la sua esperienza sul set? Ha qualche ricordo particolare della lavorazione e di Stanley Kubrick?

Non mi ricordo molto bene i dettagli, ma direi che la mia esperienza non è durata più di una settimana. Abbiamo cominciato le riprese all'inizio del 1966.

Una volta, mi ricordo, Kubrick si è seduto vicino a me e mi ha detto "Sai, mi ricordi Leslie Caron da giovane" (attrice e ballerina francese famosa per Un americano a Parigi, ndr.). Sono rimasta senza parole! Soprattutto perché Kubrick non era il tipico regista 'marpione', anzi mi è sempre sembrato un professionista molto serio, attento ai tanti dettagli del suo lavoro. Dev'essere stata l'unica volta che si è rivolto personalmente a me durante le riprese.

Mi ricordo di aver lavorato piacevolmente con William Sylvester (l'attore che interpretò Heywood Floyd, ndr.), una persona molto carina e discreta. Tutto il film era avvolto da una cappa di segretezza, c'era una grande riservatezza riguardo alla trama, e ci dicevano continuamente di non rivelare niente alla stampa - non che ci avessero detto molto al riguardo, ad essere sinceri!

Che impressione le fecero gli avveniristici costumi creati dal famoso stilista londinese Hardy Amies?

Erano favolosi! Mi ricordo che per la mia scena dovetti indossare una parrucca con i capelli corti. I miei capelli naturali sono biondi e lunghi, e devo dire che non so se avrei accettato di tagliarmeli per una parte così piccola, ma non me l'hanno chiesto, così...


Mi ricordo anche che Hardy Amies, lo stilista, fu molto coinvolto anche durante le audizioni e provini; era sempre presente e dovevamo sfilare per lui con i diversi costumi da lui creati.

Mi sono sempre chiesto perché alcune attrici come lei e Maggie London non sono apparse nei titoli di coda o in altri elenchi di interpreti e altre, nonostante non avessero parti con dialoghi, sì.

Mi sono molto arrabbiata quando l'ho scoperto, anche se non ho avuto modo di vedere il film fino alla metà degli anni '70: sono stati alcuni amici a dirmelo. Mi sono chiesta se fosse per qualcosa che aveva a che fare con il sindacato attori, ma ero giovane e ingenua all'epoca e non mi ero preoccupata molto di queste cose... Negli anni seguenti, anche mio figlio ha cercato di saperne di più, ma non è arrivato a niente. Mio padre scherzava sempre con gli amici dicendo che sua figlia aveva interpretato una delle scimmie...

Quando ho avuto la possibilità di vedere il film mi è piaciuto immensamente - è formidabile. Ora perciò tendo a credere che ci sia stato qualche inghippo con il personale che ha realizzato i titoli di coda o qualcosa del genere, o una mancanza commessa dai miei agenti. Comunque sia, ancor oggi ho un rapporto un po' ambivalente con il film, a causa di questo fatto che in seguito nessuno si è curato di correggere.



Ci può raccontare qualcosa sulla sua carriera successiva? Ho letto che nel 1967 ha partecipato ad un altro film di fantascienza, con un altro attore che apparve in '2001', Ed Bishop: Battle Beneath the Earth (apparentemente mai distribuito in Italia)

Non mi ricordo molto di quel film, dev'essere stata una parte piccolissima: non ho nemmeno visto mai il film! Durante il mio soggiorno in Inghilterra ho recitato in due produzioni della BBC in cui recitavamo in diretta dei testi teatrali: un episodio di Theatre 625 e uno di Thirty-Minute theatre. Era tremenda, per me, la preoccupazione di sbagliare qualcosa in diretta! In una di queste due, non mi ricordo quale, ho dovuto montare su un cavallo sempre in diretta!

Mi sono trasferita di nuovo in California nel 1967 per cercare altre opportunità professionali, e lì ho incontrato mio marito Robert che era un pilota della marina americana. Ci siamo trasferiti di nuovo a Vancouver ed è lì che abbiamo sempre vissuto. Sono tornata in televisione con il film Who'll Save Our Children? e in seguito ho fatto molta pubblicità sempre in TV.

Negli anni successivi ho lasciato la recitazione per un lavoro come agente immobiliare, ma mi piacerebbe sempre tornare al cinema o al teatro; è una passione che non si spegne mai. Se c'è un regista giovane e ambizioso interessato da qualche parte lì fuori, si faccia vivo!

1 commento:

  1. Che bella questa documentazione sui particolari anche secondari di "2001"!
    Rimango delll'idea che scrivere un libro sull'argomento non sarebbe superfluo....

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